Questo mondo è una polveriera. Il capitalismo gronda sangue dalle sue merci e dalle sue macchine. Per il profitto si devastano interi paesi, si deportano popolazioni, si appesta l’aria e si vende l’acqua nelle bottiglie dopo aver lottizzato e inquinato quella delle fonti. Non è un problema di personale dirigente (che la contestazione addomesticata vorrebbe semplicemente sostituire), è un problema di rapporti sociali: o li si sovverte o li si subisce. Sempre più uomini e donne non sono disposti ad essere sepolti vivi nelle baraccopoli o nei casermoni dei quartieri popolari, nelle prigioni o nelle bare di pietra dei caseggiati, nei nuovi campi di concentramento o dentro le automobili comprate a rate.

Un piccolo esempio sono gli incontri fra i potenti (Seattle, Napoli, Genova, Evian…) che si trasformano in occasioni di rivolta e non solo in esperimenti polizieschi di blindatura di città e vallate. Se chi è al potere le decisioni le prende tutti giorni in luoghi molto meno mediatici, questi vertici dimostrano tuttavia che sono i padroni sempre più spesso a vivere asserragliati nelle loro fantascientifiche zone rosse, protetti dai loro robocop. Attorno sono danze di pietre e di fiamme contro le banche, i Mc Donald’s, le agenzie interinali, le sedi delle multinazionali…

È quanto è accaduto anche a Salonicco, in Grecia, il 21 e il 22 giugno, durante il vertice dell’Unione europea. Anche lì le forze della repressione hanno rastrellato, torturato, arrestato e già condannato a vari anni di carcere. Tra le decine di detenuti rilasciati su cauzione, sette compagni sono ancora imprigionati (qualcuno con accuse come “costituzione di banda armata”, per trovare dei capi a una ribellione senza capi che ha coinvolto migliaia di persone…). Tra loro, un compagno siriano rifugiato politico in Grecia perché condannato a morte nel suo paese. Le autorità greche minacciano di estradarlo, il che equivarrebbe a un’esecuzione capitale. In più città d’Europa ci sono iniziative in sua solidarietà e per il rilascio di tutti gli insorti di Salonicco. Il conto corrente aperto dai compagni a sostegno dei detenuti è stato chiuso (e i soldi sequestrati) dallo Stato. Se la solidarietà è un crimine, siamo tutti criminali.

Fuori subito gli arrestati a Salonicco

Solidarietà con chi lotta contro il potere

Che si diffondano le barricate della rivolta sociale

Violenza alla violenza dello Stato

alcuni anarchici


Sabato scorso abbiamo avuto, qui a Rovereto, un piccolo assaggio della militarizzazione di strade e piazze cui assisteremo durante il vertice dell’Unione europea che si terrà a Riva, fra il 4 e il 6 settembre. Si tratta di un vero e proprio stato di eccezione che porta nelle nostre città un pezzo di Palestina, con le sue zone rosse permanenti, con i suoi blindati e i suoi check-point. Oppure, più vicino a noi, basta pensare ad alcuni quartieri di Torino o di altre grandi città, dove il terrore poliziesco, in particolare contro gli immigrati, è quotidiano.

Il fatto che il nuovo questore di Trento a partire da ottobre sarà Colucci, il gestore della repressione a Genova durante il G8, è un chiaro messaggio. Uno dei massimi responsabili della brutalità poliziesca in piazza, dell’irruzione alla scuola Diaz, delle torture nella caserma di Bolzaneto e dell’assassinio di Carlo Giuliani si appresta a gestire la piazza trentina. Non facciamoci terrorizzare. Ancora una volta, che la paura cambi di campo...

SABATO 19 LUGLIO DALLE 18.00 ALLE 20.00, in VIA BEZZI 36

APERITIVI E BANCHETTO INFORMATIVO DI DISTRIBUZIONE DI MATERIALE SUL VERTICE DI SALONICCO, CARCERE E REPRESSIONE

(Il banchetto avrebbe dovuto svolgersi in strada, ma dalla questura il messaggio è chiaro: grazie a due articoli promulgati in pieno periodo fascista, art. 18 del R.D. 18 giugno 1931, 21 del R.D. 6 maggio 1940 e T.U. 18 giugno 1931, ci è stata negata ancora una volta la possibilità di avere un confronto diretto con le persone. Nulla di sorprendente, questa è la democrazia che quando non ha più argomenti per sostenere le sue aberrazioni tappa la bocca con la forza ai suoi dissidenti. Speriamo Solo che questo, unito a ciò che è riportato nel volantino, faccia riflettere qualcuno.)

 
 

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