[Volantino datato 12 giugno 2003]

Non diamo nessun benvenuto ai nostri nemici.

Perché non abbiamo intenzione di essere spettatori dell'ennesimo show della compagnia di teatro dei criminali dell'Europa unita. La loro unione è l'unione delle loro istituzioni e dei loro meccanismi burocratici, cioè il rafforzamento della repressione e dello sfruttamento. Un anno e mezzo è passato dall'unione economica degli stati europei e i progetti dei dominatori europei per creare strutture federali procedono a ritmo serrato. Nel nome della pace sociale, della difesa e della crociata antiterrorista, hanno creato il servizio segreto unitario europeo (European information agency - che oltre ad agire all'inrterno dell'UE agirà anche all'esterno secondo gli accordi della Commissione Militare dell'UE): hanno creato un dipartimento unico di giustizia (Eurojust) e stanno sviluppando il progetto unico di polizia (per ora soprattutto per la vigilanza delle frontiere), cioè l'Europol.

Sostanzialmente l'unica cosa che gli rimane su cui accordarsi e la stesura di una Costituzione Europea, cosa che proveranno a concludere durante il vertice di Salonicco. Parallelamente continuano a muoversi per sviluppare un comune strumento di guerra, l'esercito europeo, che gli permetterà di applicare le loro decisioni politiche per nuovi saccheggiamenti e massacri.

Non diamo nessun benvenuto ai nostri nemici.

E non dimentichiamo gli intermediari, quelle persone che ancora una volta prendono il posto che gli ha dato loro lo stato. Sono tutti quelli che partecipano alla contrattazione nascosta o dichiarata, per non disturbare i lavori del concilio. Tutti quelli che parlano di una globalizzazione alternativa e cominciano a dire che è ora di smettere di fare manifestazioni. I nemici si incontrano fuori dalla città, mentre gli intermediari socialdemocratici si dedicano ai loro piani di strategia, ed ogni tipo di timorosi e leccaculo si presentano veloci per entrare nel gioco politico del mantenimento dell'ordine. Cioè il sottomesso premia la schiavitù, allo stesso tempo lo sgomento diventa il mezzo di prevaricazione tra gli schiavi nella "nuova epoca globale".

Però da Amsterdam e da Seattle, fino Praga, Genova ed Evian, tutti i concili del G8, del Wto della Nato, del Fmi, della Banca Mondiale e dell'Europa Unita si sono dovuti fronteggiare con gente decisa a fare scontri e rivolte. Perché i loro incontri servono solo a sigillare lo sterminio e la miseria di milioni di persone del pianeta. Tutti questi che negli anni ‘90 hanno soffocato nel sangue centinaia di "rivolte della fame" dal Kinshasa a Jacarta, dal Chiapas all'Argentina, fino all'India e al Pakistan, in Iraq e altrove, con la scusa della crociata contro il terrorismo di un nemico invisibile, senza frontiere, neanche degno dello status di belligerante.

Non solo sono malvoluti, sono nemici.

Per questo non abbiamo intenzione di andare pari passo con l'indifferenza e con l'accomodamento silenzioso, che lasciano aperte le strade ai nuovi massacri, ai duri controlli sociali, ai nuovi profughi. Per questo rifiutiamo i politici che imbavagliano le istanze di confronto diretto, riproducendo repressione e censura. Perché crediamo che sia un tentativo inutile quello della "nuova epoca" di cancellare parole come rivoluzione, rivolta, autodifesa sociale.

Lo stato greco, in armonia con queste logiche, procede nella strada dello smantellamento del "terrorismo" (arrestando chi lotta, torturando, facendo processi sommari ai militanti dell'Organizzazione Rivoluzionaria 17 novembre e Lotta Rivoluzionaria Popolare) cercando di seminare paura e reprimere.

L'adesione dello stato greco all'unione monetaria europea e il famoso sviluppo dell'economia greca è passato per lo sfruttamento degli immigrati, e per la loro persecuzione: è passato e ha pesato sulle ineguaglianze sociali, dei senza tetto e dei diseredati del "miracolo" dello sviluppo.

Dato che non li fermerà il rimorso, li fermerà la rabbia sociale.

Anarchists’ Coil


[senza data]

GUERRA DI CLASSE E SOCIALE

CONTRO LO STATO e la sua integrazione europea

CONTRO IL CAPITLAISMO e la sua globalizzazione

LA VIA

- per entrare nella Fortezza Europea, buttando migliaia di immigrati a morire o verso l'esclusione

- per intensificare la crociata antiterrorista, con attacchi militari alle periferie del capitalismo globale e con la repressione nelle metropoli occidentali

- per aprire nuovi mercati e lottizzare nuovi territori, con l'allargamento dell'Europa Unita

...PASSA ATTRAVERSO IL VERTICE DI SALONICCO

LA VIA

- della resistenza contro il dominio globale, sistema di sottomissione e morte

- della solidarietà con i popoli in rivolta di tutto il mondo

...PASSERA' ATTRAVERSO LE BARRICATE DI SALONICCO

Anarchist Synpraxis - Anarchist in Solidarity


[Manifesto firmato solamente con una A cerchiata, sullo sfondo l'immagine di un furgone tv che brucia]

Una volta c'era l'occhio di Dio che non dormiva mai...

Oggigiorno gli occhi che non dormono mai sono pericolosamente cresciuti.

La rivolta è tutto quello che tu vivi, non tutto quello che tu filmi.

A Genova 2001, durante l'operazione di polizia al centro stampa del Genoa social forum tutti i video e le foto della gente e dei manifestanti sono stati sequestrati dalle guardie...

NO CAMERA / NO PROBLEM


[Manifesto firmato solamente con una A cerchiata. Immagine di sfondo: piantina di Salonicco]

La zona rossa è ovunque.

Dappertutto l'urbanistica ti opprime, dietro le sbarre della prigione, dentro le caserme, dentro le scuole.

Dovunque le telecamere ti osservano, dovunque ti offrono illusioni, sugli schermi della tv, dentro i night clubs e nei centri commerciali.

Dovunque i soldi sono adorati, dentro le banche e nella borsa valori, dentro i palazzi di governo e le ambasciate, dovunque i poliziotti respirano e i giornalisti strisciano...


[Volantino datato 15 giugno 2003]

"Ascolta! Tutti noi vivevamo prima di gennaio, tutti noi sapevamo che era veramente facile morire per avvelenamento o per vecchiaia. E ora, che abbiamo preso le armi, sappiamo che è sempre possibile. Ma c'è un'altra possibilità. Morire per un proiettile, mentre combattiamo il nostro oppressore. In questo caso, noi moriamo con dignità". - Combattente indiano

Il summit europeo a Salonicco.

Questi giorni, i sovrani europei stanno celebrando se stessi, dentro due "zone rosse". Una, un rettangolo di 1500 metri per 3000 metri dall'hotel in cui sono riuniti. La seconda, 125 km fuori dalla città che ospita il summit. Più di 10.000 poliziotti, guardia costiera, pompieri e soldati li stanno sorvegliando. Per celebrare l'ultima volta che la città della regione tiene la presidenza. Finora, la celebrazione della presidenza greca si era tenuta sempre a Bruxelles.

Un'altra celebrazione democratica, dove i regnanti europei questa volta si sono riuniti per discutere e confermare ufficialmente "la nuove condizioni della loro collaborazione". E poi, il nuovo servaggio umano, le nuove lottizzazioni, le nuovi fasi della crociata che tutti loro hanno firmato.

Quelli che sono partecipi della morte in tutto il mondo, che in nome dello "sviluppo" distruggono sia il pianeta che i popoli, che in nome della "sicurezza" fanno operazione di polizia in tutto il mondo, lasciando un ecatombe di vittime alle loro spalle.

Sono loro, sempre gli stessi, che non si fermano mai, né in condizioni di "pace" né in condizioni di "guerra", al fine di materializzare i loro piani inumani. Sono convinti che i loro palazzi non possono essere colpiti dalla rabbia o dalla morte e quindi lì discuteranno sul loro "futuro", il "futuro del mondo": come loro continueranno sempre di più il loro inumano sfruttamento sulle persone, come organizzeranno le nuove operazioni "anti"-terrorismo, poiché la loro economia è "malata" e ha bisogno di sangue per guarire, e "l'insicurezza" crea "crisi e depressione".

Dall'altro lato, ci sono gli altri... queste milioni di persone che hanno rifiutato l'azione, dal primo momento, la "fine della storia", la fine della rivolta, della sommossa, della ribellione. Quelli che vivono tutti i giorni e ovunque nella zona rossa. E qualsiasi simbolo corrisponde ogni espressione della struttura statale, in ogni istituzione si svela il meccanismo del dominio.

Quelli che sono sepolti vivi dentro le prigioni, i penitenziari, nei casermoni dei quartieri popolari, all'interno delle bare di pietra dei caseggiati, nei numerosi asili e scuole, dentro le nuove cucine e camere da letto di marca, pieni di mobilie jazzy, comprate a credito. Dentro le metropoli, nelle baraccopoli, nelle metropolitane, laddove il cancro dello stato si è diffuso.

Queste persone che seguono una ancora più difettosa combriccola di regnanti, dove loro fanno il meeting. Quelli che hanno scelto di provare a non rimanere nei ruoli assegnatagli dal Dominio. Quelli che organizzano proteste, unendo la propria voce con quella di milioni di oppressi di tutto il mondo, scontrandosi con le forze dell'ordine e con la morte, combattendo rivolte come a Genova, vendicando i propri compagni morti e continuando la lotta...

Le mani dei sovrani europei sono come sempre sporche di sangue. Il sangue di quelli che, in nome della Democrazia, in nome della Sicurezza, in nome dell'Antiterrorismo, in nome della "Potenza Europea" e della potenza economica sono stati assassinati in Yugoslavia, Afghanistan, Iraq, Palestina... ovunque. E continuano ad essere imprigionati a Guantanamo, nelle "celle bianche", continuano ad essere uccisi e a morire di fame e povertà, lontano dalle luci della pubblicità.

SOLIDARIETA' CON TUTTI QUELLI CHE LOTTANO CONTRO GLI STATI E SONO IMPRIGIONATI PER QUESTO

VERRA' IL GIORNO DELLE BARRICATE

VIOLENZA ALLA VIOLENZA DELLO STATO

Anarchist intervention

 
 

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