Si sa che lo Stato usa mezzi repressivi e coercitivi per mantenere il suo dominio e per tentare di far tacere coloro che si oppongono

Si sa che lo Stato usa mezzi repressivi e coercitivi per mantenere il suo dominio e per tentare di far tacere coloro che si oppongono alla negazione delle libertà individuali, fino ad arrivare a utilizzare subdole tecniche intimidatorie soprattutto nei confronti di compagni che hanno scarsa o nulla esperienza nell'affrontare la sbirraglia direttamente. Così avviene che nel leccese una compagna anarchica nella mattinata di martedì 13 luglio riceve la visita di due sbirri che senza alcuna autorizzazione tentano di estorcerle informazioni su un altro compagno. Questo avviene lo stesso giorno in cui a un compagno arrestato domenica 11 (per aver difeso un immigrato dalla presa della sbirraglia, mentre tentava di fuggire dal centro di reclusione "Regina Pacis" di San Foca, dov'è rinchiuso), gli vengono concessi gli arresti domiciliari.

Gli immigrati che non si omologano al Sistema vengono reclusi nei lager; i compagni che esprimono loro solidarietà e che lottano per uno spiraglio di libertà vengono rinchiusi nelle carceri e perseguitati con vari mezzi (comprese le intimidazioni).

Insomma questo stato pare reggersi sul carcere e sulla repressione poichè è repressivo anche il tipo di vita di quanti si omologano (pena l'emarginazione dalla cosiddetta società per bene) a questo sistema la cui sopravvivenza di pochi dipende dalla morte, dalla miseria, dallo sfruttamento, dalla repressione e dalla reclusione di molti.

LIBERTA' PER TUTTI I RECLUSI!
LIBERTA' PER SALVATORE!

Individualità anarchica leccese


 
 

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