Questo mondo non è abitabile. Milioni di esseri umani vi trovano solo paura e miseria. Centinaia di specie animali e vegetali vi scompaiono ogni anno.

Intere regioni vengono dichiarate "inagibili per l'eternità" a causa degli esperimenti nucleari.

Le sue campagne non sono abitabili. Chi non vuole trasformarle in fabbriche di prodotti avvelenati se ne fugge o vi resiste come gli indiani nelle riserve.

Le sue città non sono abitabili. Nel trionfo del cemento sullo spazio, enormi superfici si trasformano in centri commerciali e le strade in un deserto popolato da uniformi e sorvegliato da telecamere.

Le sue case non sono abitabili, ogni giorno più care, più anguste e più malsane. Sono concepite e costruite per isolare gli individui, per sottrarre loro il proprio mondo, il proprio habitat. Sono concepite e costruite per impedire gli incontri, le feste, le lotte, affinché la miseria collettiva venga vissuta come una sfortuna privata, il disastro sociale come una tragedia domestica. Perché tanti che non reggono più l¹esistenza che menano, sempre più precaria e insensata, vi si rassegnano tuttavia come ci si rassegna a una catastrofe naturale? In buona parte, proprio perché tornano ogni sera nei loro appartamenti-loculi, separati dai propri simili e allo stesso tempo massificati dalle stesse abitudini.

Abbiamo rioccupato uno stabile inutilizzato da tempo per uscire dai ghetti e discutere collettivamente di problemi collettivi: denunciare il disastro che incombe è un passatempo che non ci appassiona. Abbiamo occupato perché gli affitti delle case sono semplicemente uno scandalo. Abbiamo occupato per aprire una breccia dove incontrare altri insoddisfatti, curiosi, critici. Abbiamo occupato per avere un punto d'appoggio in più nella lotta contro il capitalismo distruttore di mondi, nell'assalto contro ogni spazio dove chiacchierano le merci e tacciono gli uomini.

Nemici del denaro e di ogni gerarchia, cerchiamo, tra le rovine di un mondo in rovina, un'altra idea di felicità, perché abbiamo bisogno di nuovi rapporti come di aria pulita. Una grande opera di demolizione è necessaria, verso e attraverso una reale autonomia (alimentare, medica, energetica, tecnica). Più simili esperienze si diffonderanno e più sarà possibile difenderci da chi specula sui bisogni e dagli sgomberi della polizia.

Cerchiamo complici. Per non perdere la nostra vita a guadagnarla. Per non abbassare la testa.

Per discutere di questo ed altro veniteci a trovare al Bocciodromo occupato in via Parteli (traversa viale Abetone) 29/B, a Rovereto
Lunedì 9 giugno '03, ore 18.00 - ASSEMBLEA PUBBLICA
Martedì 10 giugno '03 ore 20.00 - CENA SOCIALE IN CORTILE

gli occupanti

7 giugno 2003

 
 

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