Cambiare il mondo non basta. Lo facciamo comunque. E, in larga misura questo cambiamento avviene persino senza la nostra collaborazione. Nostro compito è anche d’interpretarlo. E ciò, precisamente, per cambiare il cambiamento. Affinché il mondo non continui a cambiare senza di noi. E, alla fine, non si cambi in un mondo senza di noi.

Gunther Anders, “L’ uomo è antiquato. Sulla distruzione nell’epoca della terza rivoluzione industriale”

Tra black-out ed emergenza rifiuti radioattivi la questione energetica è salita nella classifica dei problemi del potere a cui “dover trovare al più presto soluzione” – o meglio si è colta l’occasione per sottolineare che un giorno o l’altro la produzione economica, e il tenore di vita ad essa conseguente, necessiterà maggiore disponibilità di potenza elettrica, visto che comunque quando il black-out è avvenuto la richiesta di energia era la metà della quantità massima erogabile –.

Prima di fare considerazioni più particolari è necessario premettere due cose:

1 - l’energia è il motore per lo sviluppo del capitale (privato o statale che sia);

2 - al di là di qualsiasi analisi economica, per “sviluppo del capitale” si deve intendere progressiva sostituzione – distruzione, perdita irreversibile – del “capitale naturale” con quello artificiale.

Ora tra paradossi e contraddizioni (volendo sempre evidenti, da ricordare: inquinamento - caldo anormale - propaganda – condizionatori - carenza di energia - propaganda) si sente parlare di tecnologie “pulite” o alternative, monitoraggio dell’ambiente o biomonitoraggio, tutela e salvaguardia del territorio, etc., parole che se fan godere quell’infame di Pecoraro Scanio – come risultati del suo impegno – e dall’altra fanno pensare quel demente e mafioso di Altero Matteoli, a me fan girare le palle…

L’ecologia secondo me si trova in una situazione di gran confusione (come anche altri ambiti, del resto) recuperata com’è da riformisti (che parlando di sostenibilità cercano di salvare lo sviluppo, non certo l’ambiente) e da “alternativisti paragovernativi” (AAM Terranova è un buon esempio, come anche il RIVE – rete italiana ecovillaggi) che ponendo la questione quasi esclusivamente nell’ambito etico cercano solo soluzioni pratiche alla rigurgitante vita post-moderna e consumista (talvolta finanziando nuovi mercati e ulteriori inutili produzioni) pretendendo di trovare la soluzione ai problemi della biosfera e a quelli della propria pusillanime coscienza a patto di propagandare il loro non-violento ed educazionista stile di vita .

Le tecnologie alternative hanno nel contesto sociale – promosse ed ottimizzate da certi imprenditori, certe fondazioni, certi enti (si ricordi CNR/ENEA e nucleare) – un forte significato politico: anche l’autorità – o una certa autorità – si rende conto dell’insostenibilità dei costi energetici della produzione massificata e del suo mantenimento, quindi non solo cerca d’alleggerire la richiesta della piccola utenza sul sistema centrali\tralicci ma giustifica “l’insostituibile e buona” ricerca tecnoscientifica, specula sulle nuove trovate (promovendo un altro settore di produzione) e garantisce comunque e sempre più energia ai settori produttivi per sostenere lo sviluppo.

A ciò poi si aggiunge l’orgoglio dell’utente rincoglionito ma ecologicamente pulito e autosufficiente.

Ora dovrebbe esser più chiaro l’impegno e il ruolo della nuova Agenzia per l’Energia (consorzio provincia e università di Lecce) per valorizzare e gestir meglio risorse naturali e umane del nostro territorio. In questo senso andrebbe interpretata la “decentralizzazione del sistema energetico”. Ripeto: alleggerire il sistema Enel tramite razionali soluzioni per il piccolo consumo per cercare di garantire più facilmente il costante ampliamento del sistema tecno-industriale, senza svolte autoritarie verso scelte di consenso difficile come il nucleare.

Questo è lo sviluppo sostenibile dei progressisti illuminati.

Sviluppo definito anche durevole, sopportabile, endogeno, autocentrato, autonomo, popolare, partecipativo, umano, sociale…. Tante maschere per la stessa faccia.

L’ultimo gadget ideologico dell’occidente… (ma) se è lo sviluppo e non l’ambiente che si tratta di rendere durevole, si ha a che fare con una mistificazione… lo sviluppo “durevole” è come l’inferno lastricato da buone intenzioni

Serge Latouche, "La Megamacchina. Ragione tecnoscientifica, ragione economica e mito del progresso"

Solo la distruzione dell’attuale sistema produttivo è la soluzione per diventare energeticamente autosufficienti e permettere la continuazione della vita sulla terra. Non basta eliminare gli aspirapolvere e i condizionatori dalle nostre vite ma chi li costruisce, chi stimola, chi indirizza, chi protegge la loro e tutte le inutili produzioni – imprenditori, finanza e banche, mass-media, governi.

Nessun innocentismo: ogni strage umana e di animali, ogni devastazione ambientale ha i suoi responsabili e i suoi complici, ha le sue precise istituzioni (e protezioni) politiche, economiche, militari e finanziarie

Il potere non perde mai l’occasione per distruggere le nostre vite e la natura

Per la reale liberazione totale

Contro le utopie di controllo totale del dominio

 
 

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