(1)

A. M. Bonanno
La distruzione necessaria
pp. 328
€ 15,00

Seconda edizione con l’aggiunta di undici studi preparatori. Contenuto del volume: Introduzioni. Seconda edizione de La distruzione necessaria. Studi preparatori: 1) Storia: Ricerca di definizioni 2) Il valore come delimitazione dell’esperienza 3) Primo saggio su Machiavelli: L’uomo 4) Secondo saggio su Machiavelli: La teoria della fortuna 5) Terzo saggio su Machiavelli: Il metodo 6) La realtà nel pensiero di Ortega y Gasset 7) La storiografia moderna e il concetto di Medioevo 8) La verità effettuale 9) Fine mezzi 10) La teologia dei primi pensatori greci 11) Analisi della normalità

(2)

A. M. Bonanno
Potere e contropotere
pp. 350 circa
€ 15,00

Seconda edizione con l’aggiunta di otto studi preparatori. Contenuto del volume: Introduzioni. Seconda edizione di Potere e contropotere. Studi preparatori: 1) Il potere della fisica 2) Ideologia e utopia 3) Sfruttamento e lotta dei lavoratori 4) Lavoro manuale e lavoro intellettuale 5) Il sistema rappresentativo e l’ideale anarchico 6) Saint-Simon e Marx 7) Saggio su Proudhon 8) Keynes e Galbraith

(3)

A. M. Bonanno
Nove studi su Hegel
pp. 283
€ 15,00

Contenuto del volume: Nota introduttiva. 1) Teoria dell’identità 2) La sintesi progressiva come crescita della coscienza 3) La fenomenologia di Hegel e quella di Husserl 4) Dialettica del pensato e dialettica del pensare 5) Attività della "Hegel-Gesellschaft" all’inizio degli anni Settanta 6) Inquietudini della vita 7) Intenzionalità progressiva 8) Gli studi hegeliani in Francia alla fine degli anni Sessanta 9) Metafisica

(4)

A. M. Bonanno
G. Bertoli
Carteggio 1998-2000
pp. 480
€ 15,00

Contenuto del volume: Prefazione. Introduzione. Carteggio 1998-2000. Lettere di Bergamo (1989). In appendice la seconda edizione di Del terrorismo, di alcuni imbecilli e altre cose (1979)

(5)

A. M. Bonanno
Teoria e pratica dell'insurrezione
pp. 416
€ 15,00

Seconda edizione riveduta e corretta. Contenuto del volume: Introduzioni. Parte prima: 1) Che cos'è l'insurrezione 2) Lotta rivoluzionaria e insurrezione 3) La ribellione 4) La logica dell'insurrezione 5) Strategie e metodi insurrezionali. Parte seconda: 1) "Sinistra Libertaria" 2) I nuclei autonomi di base 3) Per l'organizzazione specifica 4) La lotta insurrezionale a Comiso contro la base missilistica 5) A noi il Papa non piace

(6)

A. M. Bonanno
Max Stirner
pp. 420
€ 15,00

Seconda edizione riveduta e corretta. Contenuto del volume: Introduzioni. 1) L'ambiente e la formazione filosofica di Stirner 2) Analisi dell'opera stirneriana 3) Il falso problema dell'individualismo 4) Stirner e l'anarchismo 5) Annotazioni di Bergamo [1989]

(7)

A. M. Bonanno
Teoria dell'individuo. Stirner e il pensiero selvaggio
pp. 390
€ 15,00

Seconda edizione riveduta e corretta con l'aggiunta di sette nuovi studi. Contenuto del volume: Introduzioni. 1) Max Stirner, il filosofo de L'unico 2) Il riferimento a Hegel 3) Contributo a una lettura critica de L'Unico 4) Individualismo e comunismo: una realtà e due falsi problemi 5) Il mostro in ognuno di noi 6) Oltrepassamento e superamento 7) Coerenza e incoerenza 8) Crisi e fallimento 9) Iconoclasti fino in fondo 10) Le paure del signor de Taillandier 11) L'antigiuridismo di Max Stirner 12) Un refrattario 13) La prima traduzione francese de L'unico 14) Individuo e diversità

(8)
A. M. Bonanno
La dimensione anarchica
pp. 558
€ 15,00

Seconda edizione.

Ognuno dei pezzi qui presentati – non certamente come capitoli di un libro ma come testimonianze di un’evoluzione e di una presa di coscienza rivolu­zionaria – è un mondo in continua produzione che non può essere considerato completo, anche se qui viene presentato a partire da un punto del discorso per finire in un altro, generalmente come se quest’ultimo punto fosse un approdo. Tale constatazione è falsamente evidente perché la sua approssimazione non è legata a una questione di mancanza quantitativa ma a una deficienza qualitativa, la quale non appartiene al meccanismo stesso nella sua incompletezza. Questa insufficienza è una sua condizione di parziale libertà, quella che la volontà lascia che sia lo spazio ristretto dentro il quale mi muovo per avere l’impressione di scegliere su mia decisione. In effetti sono costretto a queste decisioni di cui sono in una certa misura prigioniero. È di questa volontà che devo andare in cerca per stanarla e circoscriverla, per arrivare ad aggirarla e andare oltre. Ci sono momenti in cui la strada verso la diversità si apre, ma non sono momenti di particolare solennità, e momenti in cui la superstizione del fare mi attanaglia più che mai. Sono i primi, questi sprazzi di intuizione, che mi vengono a visitare e che mi si concedono spesso senza specifiche sollecitazioni. Questo libro è pertanto un Bildungs­roman, un romanzo di formazione, se non altro per quel che riguarda il mio modo di scrivere, oltre che il mio modo di fare i conti con i concetti di efficienza e di acquisizione. Non è stata facile questa lotta, condotta dentro me stesso senza esclusione di colpi. La distruzione dei miti dell’efficienza delle élite, del ruolo guida degli intellettuali, della funzione militare all’interno dell’accadimento rivoluzionario, è stata lunga e faticosa. Parallela, in ogni caso, alla ritrosia a dichiararmi partecipe di un simbolo, di una bandiera, sia pure quella anarchica che, per definizione, dovrebbe essere aliena da connotazioni sclerotizzate.

(9)
A. M. Bonanno
Palestina, mon amour
pp. 336
€ 15,00

Seconda edizione con l’aggiunta di Gli Ebrei e il male assoluto.

Nell’aprile del 2004, appena entrato nel carcere di Trieste, ho scritto un testo abbastanza approfondito sul male radicale, sul progetto di distruzione totale degli Ebrei, studiato e parzialmente posto in atto dai nazisti. In questa occasione, per la propria volta, ho raccontato – non so perché ma mi è venuto su spontaneamente, senza alcuna remora, forse a causa del trovarmi in prigione, ma forse per l’estrema radicalizzazione della lotta in corso tra Israeliani e Palestinesi – la tortura che ho subito ad opera degli uomini del Mossad nel lontano 1972. Non credevo possibile che questo racconto, per altro raccor­ciato in poche righe e senza indicazioni non necessarie, potesse interessare qualcuno. Dopo averlo visto scritto sulla pagina, mi sono accorto che interessava me. Un angelo impazzito aveva azzerato il mondo. Il deserto era il risultato, un orrendo geroglifico incomprensibile. Le indicazioni della catastrofe sono il portato più comprensibile della conclusione. Il trionfo della mediocrità è garantito, il mondo trionfa continuamente su se stesso, strato su strato. La storia è testimonio inattendibile e nauseante. Ritiene che ci siano intervalli nella mediocrità, che qualcuno in essa lasci il segno della propria geniale intelligenza. Invece i segni discontinui sono solo la conseguenza di un aumento di stupidità. Una massa greve e repellente, indurita dai tentativi ripetuti invano, una delusione senza sosta, ferita che scende in profondità, tutto questo mi grava sul cuore. Niente brividi, sono sempre io, anche quando getto uno sguardo nell’abisso. Oltre il gelo e il male della vita che quotidianamente mi assilla, oltre lo sgomento e la malinconia, oltre la rabbia dei giusti e la malvagità degli stupidi, oltre le menzogne che aiutano a sopravvivere, oltre i meschini scopi che giustificano i feroci mezzi, oltre gli ideologi e i massacratori, placidamente si distende la realtà, sicura, incontaminata, priva di spiegazioni scribacchiate in tutta fretta da mezzani inconcludenti. Scarafaggi, serpi, cavallette e la polvere falsamente furiosa di sognatori e poeti che la realtà disperde ai quattro venti.

(10)
A. M. Bonanno
Il falso e l’osceno
pp. 343
€ 15,00


Prima edizione.

L’analisi politica ha connaturata al proprio svolgimento una irrime­diabile piattezza. Gli elementi critici che la compongono sono legati a doppio filo alle condizioni di funzionamento del processo politico. Come tutti sanno quest’ultimo non funziona senza il reperimento del consenso e la realizzazione di tutte quelle modifiche indispensabili a renderlo possibile.

La funzione dell’imbroglio ideologico all’interno di questo processo è quella che una volta veniva assicurata dalla religione. L’uomo mo­derno prega di meno ma, secondo la geniale intuizione di Hegel, sopperisce a questa diminuzione leggendo il giornale.

Viene ammesso, in linea di massima, che oggi i destinatari del mes­saggio politico, quindi i soggetti passivi sollecitati al consenso, sono più informati se non più colti, e che quindi l’imbroglio deve essere più sofisticato o, almeno, più articolato. La cosa è dubbia. Se qualche decennio fa il fondo ideologico del consenso era orientato (a sinistra) verso l’interna­zionalismo proletario e (a destra) verso lo Stato etico, oggi i residui ideologici, diciamo spirituali, i grandi valori, si sono appiattiti sul vago processo di globalizzazione capitalista. Ciò ha comportato un livellamento dei mezzi culturali impiegati, raggiungendo miserie mai conosciute prima, nemmeno dalla destra che meno si differenziava dal manganello. Poche attenzioni culturali si riversano quindi nello sforzo di reperimento del consenso, e ciò produce un’ideologia spicciola che consente di dare aria alla gola di un politico qualsiasi.

Stando così le cose alcuni ritengono che il ricorso alla provocazione potrebbe sortire qualche effetto interessante. Ma cos’è una provo­cazione? Un dire o un fare che rompa con la tranquillità e la buona educazione. Quindi qualcosa che contraddica la stupida loquacità con cui tutti i giorni reciprocamente ci addormentiamo inducendoci ad accettare un’esistenza che riteniamo inadeguata ai nostri presunti desideri di diversità. C’è da chiedersi se è possibile romperla con la stupidità. Domanda angosciante. Ognuno di noi custodisce quella sorta di idiotismo privato che considera fuori discussione, un serbatoio di opinioni costruite bene che aiutano a tirare avanti. Ma nessun funzionalismo ha mai salvato la vita a qualcuno. Ci accingiamo a morire con tutte le nostre benefiche supposizioni senza battere ciglio, pensandoci splendidamente equipaggiati per raccattare tutte le espres­sioni che collezioniamo come singoli istanti di una lunga malattia.

Una torta in faccia fa ridere, una stilettata di nascosto fa stringere i denti in un ghigno altrettanto stupido. I nemici si sono rafforzati e non troviamo la strada per frantumare il loro muro difensivo. Hanno smaterializzato le pietre con cui questo muro è costruito, lo hanno fatto mentre noi ci baloccavamo con le più svariate supposizioni, accèttati fratello dalle mani callose, dalla pelle scura, dal sesso incerto, fratello che hai tutte le carte in regola, accèttati e te ne saremo grati, ti aiuteremo nella tua lotta per farti spazio, per essere ancora più accettato, perché poi tu possa, onestamente peraltro, darci un bel calcio nel sedere, dopo che hai ottenuto quei riconoscimenti che adesso ti mancano.

Le artificiose formule con cui ci siamo disposti all’azione si ripresen­tano adesso come fantasmi mentre i loro riflessi virtuali abitano ormai aule universitarie, osservatori astronomici e templi indiani. La provocazione dovrebbe insistere nei loro riguardi, procedere oltre l’àmbito di competenza del nemico, visto che questo territorio si è esteso fino al limite delle nostre tende, estendersi per contestarci l’identità che abbiamo appiccicato sul vero e sul giusto, sui risultati considerati indiscussi e su di uno stile che niente e nessuno pensavamo potessero espropriarci e che adesso vediamo dilagare nella cultura di dominio.

 
 

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