Cinque compagni che a Lecce si sono strenuamente battuti per opporsi all’esistenza di quelli che chiamiamo Lager, perché questo sono i centri di detenzione per immigrati senza documenti, sono stati arrestati con l’accusa di voler colpire i C.P.T. Hanno utilizzato l’articolo 270 bis per etichettarli come terroristi che infestano l’aria salentina con "attentati" alle pompe di benzina (che infiammano la guerra in Iraq), ai portoni della casa dell’indegno Don Cesare Lodeserto (gestore del C.P.T. di San Foca tanto indegno che i suoi stessi mandanti di stato lo hanno a loro modo scaricato inquisendolo e arrestandolo) ai Bancomat (delle Banche finanziatrici di morte) e alle mura della Città con scritte che evidentemente disturbano le coscienze addormentate.

Nei Centri di Permanenza Temporanea finisce rinchiuso chi, provenendo dalla parte sbagliata del mondo, si trova sprovvisto dei giusti lasciapassare. All’interno di questi campi di concentramento rimangono in attesa di un rimpatrio coatto subendo nel frattempo ogni sorta di umiliazione, obbligati a mangiare cibo pessimo contrario alla loro religione e, a piacere dei carcerieri, addizionato di pesanti sedativi (vedi caso di Bologna), completamente in balia di divieti e imposizioni formulate in una lingua che spesso non capiscono e, per chi tenta di ribellarsi, è pronta la prigione con la prospettiva di una veloce condanna con annessa deportazione immediata.

È del tutto evidente che di loro c’è bisogno solo come manodopera a bassissimo costo ottenuta con il ricatto dell’espulsione e che, quando non servono più, deve essere facile sbarazzarsene.

Ora, è da cinquant’anni che sentiamo rimbalzare la domanda: «come potevano non sapere dell’esistenza dei Lager nazisti?».

Ecco, noi sappiamo e non possiamo fingere di non vedere che trattamento viene riservato a chi si sposta dalle proprie terre d’origine per sfuggire a persecuzioni e morte, perché attirato dalle lucciole del benessere dei paesi occidentali o anche solo per desiderio di muoversi liberamente.

Il paese dei balocchi si affanna per dimostrare che è il migliore, la sua democrazia viene esportata a suon di bombe, la sua ricchezza mantenuta affamando altre terre e inquinandole con i suoi scarti, quando poi masse di profughi bussano alle sue porte li respinge, quando non riesce ne sfrutta il numero necessario e ne rinchiude, per poi espellerli, gli Esuberi.

La cosiddetta "lotta all’immigrazione" contribuisce poi alla militarizzazione dell’intera società e tutti vengono impiegati per questo elevato compito: i controllori, sempre solerti nel chiedere il permesso di soggiorno a chi è senza biglietto, i Vigili del Fuoco sempre più spesso usati per interventi di "ordine pubblico", la Croce Rossa che gestisce la maggior parte dei C.P.T., le "caritatevoli" associazioni come la Confraternita della Misericordia di Modena, del Giovanardi degno gemello del ministro, che si è aggiudicata ora la sua fetta di torta al C.P.T. di Bologna e i bravi cittadini pronti a denunciare qualsiasi comportamento sospetto dei propri simili.-

Le strutture di contenzione per gli immigrati sono un grosso affare che ingrassa dai gestori a chi fornisce i servizi necessari al loro mantenimento, da chi offre i propri mezzi per i viaggi di rimpatrio forzato a chi mette a disposizione alberghi per i deportati in attesa di imbarco. Il circolo è tragicamente vizioso, in un sol colpo si assicurano schiavi per la loro produzione, si rendono più ricattabili ancora gli altri lavoratori e si controllano militarmente le città sbandierando la questione sicurezza e chiamando terrorista chiunque tenti di opporre resistenza al continuo attacco alla dignità della vita.

Per fortuna però il desiderio di reagire contro questo mortale ordine mondiale non si è spento e la rivolta si scatena tra gli internati di Milano, Torino e Bologna.

SOSTENIAMOLI CON TUTTE LE NOSTRE FORZE!

Chi lotta contro la disumanità dei lager viene incarcerato come terrorista ma: TERRORISTI SONO I C.P.T. E CHI LI GESTISCE.

Contro ogni reclusione

Banchetto informativo contro i C.P.T. con volantinaggio - Sabato 14 maggio 2005 dalle 16.00 in poi P.zza Ravegnana, Bologna.

 
 

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