€ 3,00 cad.



(8)

D. Karamazov
Miseria del femminismo
Seconda edizione riveduta, introduzione di Annalisa Medeot, 2001
pp.32

Un testo che ci parla di un periodo lontano, di un momento storico di cui, in fondo, per chi non ha vissuto quel periodo, risulta difficile capire la sensibilità, i bisogni, le urgenze. Un testo che potremmo rischiare di considerare con una certa superficialità, eppure non è inutile leggerlo o rileggerlo, anche al di là di un suo presunto valore come “documento storico”. Riesce ad essere bello quando oppone alla parzialità della lotta femminista la totalità del suo sogno, del suo progetto, della lotta comunista – per quanto, temo, l’autore stesso abbia smesso di crederci, ma questa è un’altra cosa, che poco ci interessa qui – e non parla di rivendicazioni, di rotazioni di compiti, di ruoli, ma finalmente di rapporti, di attrazione, di desideri.

(12)

Duval
Grandezza e decadenza dei seguaci dell’amianto
1979
pp.40, con inserto

Una analisi su un tentativo - fatto dai padroni dell'amianto - di minimizzare la pericolosità di questo prodotto altamente cancerogeno. Nel 1976, con una intera pagina pubblicitaria sui maggiori quotidiani europei, questa gente imbastiva una serie incredibile di menzogne. Questo libro le disvela e le denuncia. Noi non vogliamo imparare a vivere con l'amianto, come questa gente vorrebbe. Non abbiamo scelto l’amianto e non conosciamo nessuno che l'abbia scelto. Non abbiamo sentito parlare di nessun paese in cui la gente l'avrebbe scelto con una decisione veramente democratica, quella di una comunità che dibatte e decide quali saranno gli inconvenienti e i vantaggi di una deliberata modifica del quadro della sua vita. Non si sono dati questa pena. Non hanno neppure dovuto corrompere i nostri "rappresentanti". L'amianto, al pari della polizia moderna, prima spara e poi eventualmente discute. L'amianto non ha bisogno di essere amato, gli è sufficiente essere sul mercato. In ciò assomiglia in tutto alla società dell'oppressione spettacolare. Rappresenta da solo il suo specchio rivelatore in cui compaiono tutti i tratti menzogneri, laidi e spaventosi che riscontriamo ovunque, su ogni genere di merce. Non si correggerà l'amianto senza correggere tutto il resto.

(16)

G. Carrubba
La rivoluzione prossima futura
1979
pp. 32

Il contrasto tra l'ora e il poi può senz'altro essere considerato eterno. Forse il tanto discusso "Polemos" di Pitagora non era altro che questo: un modo mitologico di spiegare la natura dell'uomo, una feroce tensione tra l'essere che ancora non è e che pretende di essere, ora e non poi; e il non essere che sarà solo in futuro ma che da questo futuro arriva fino a noi, mischiandosi alle nostre cose, sconvolgendole, fino a diventare parte dl quell'essere sulla cui estraneità avremmo giurato. Questo libro parte da un simile punto di vista ma lo riduce all'osso. In fondo, la realtà delle cose è più semplice di quanto non si creda. Lo scontro tra il "tutto e subito" (rivoluzionario) e il progressivismo del "poco a poco", non è scontro che comporta la negazione del secondo e la cristallizzazione del primo momento, come unico momento valido per continuare la lotta nella realtà dello scontro. Il "poco a poco" gioca un grande ruolo, anche nello scontro rivoluzionario, in quanto consente quelle disponibilità minime di movimento - che vanno difese ed accresciute - da cui partire per spingere oltre il lavoro rivoluzionario. Non avrebbe senso il "tutto e subito" se non ci fosse quell' "a poco a poco", che fa attingere alle forze rivoluzionarie quella capacità che altrove sarebbe irreperibile.

"Gli sfruttati devono immediatamente: abolire ogni forma di politica, abolire ogni forma di religione, abolire ogni forma di burocrazia, abolire ogni forma di ideologia, abolire ogni forma di lavoro salariato, abolire ogni forma di militarizzazione; devono abolire, in sostanza, ogni forma di aiuto al potere".

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Azione Rivoluzionaria
Contributi alla critica armata libertaria
Seconda edizione riveduta, 2000

pp. 56</strong>

Questo volume raccoglie tutti i documenti redatti dall'organizzazione armata "Azione Rivoluzionaria" a partire dal 1976. Questi documenti nascono, nella maggior parte dei casi, dalla necessità di rivendicare le diverse azioni condotte contro uomini e organismi del potere e, pur assolvendo alla loro funzione di chiarificazione immediata - diretta al grande pubblico - costituiscono anche analisi rivoluzionarie di notevole interesse. A parte va considerato il documento più ampio, dal titolo: "Appunti per una discussione interna ed esterna", che fornisce un contributo dettagliato all'analisi sociale, politica, militare e strategica dello scontro di classe. Da questi documenti emerge, via via il tentativo di "Azione Rivoluzionaria" di contrapporsi con la critica delle armi al progetto del fronte stalinista e marxista-leninista delle organizzazioni armate agenti in Italia, nelle sue diverse varianti, avente caratteristiche che si possono riassumere nelle posizioni anarchiche.

"L'azione risoluta dei rivoluzionari, la loro iniziativa anche unilaterale è la sola che possa consentire l'autorganizzazione di più larghi strati di proletarizzati e poi della popolazione nel suo insieme. Certo, bisogna fare i conti con le condizioni della gerarchia che le abitudini di schiavitù, il disprezzo di se stessi e l'ancoraggio all'inibizione, il gusto del sacrificio spingono alla propria distruzione e alla distruzione di tutti i progressi della libertà concreta. Ecco perché è e sarà utile sin dall'inizio neutralizzare i nemici dell'interno e i nemici dell'esterno. La lotta alla merce libererà infine la rivoluzione dalla transizione, dall'ancoraggio alle leggi della sua riproduzione".

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**“Insurrezione”
*Parafulmini e controfigure***

S**econda edizione riveduta, nota introduttiva di A. M. Bonanno, 2001
pp. 40**

Vogliamo sperare che la ristampa di questo fausto librettino sia utile a tutti coloro che mai lessero le critiche alle cosiddette organizzazioni armate (combattenti o meno) volendo, in cuor loro, alimentare una santificazione di comportamenti guerriglieri che se da un lato iniziarono con buoni auspici, dall’altro, a causa di esacerbazioni politiche, finirono per prendere una svolta tutt’altro che accettabile. Mi riferisco alla grande esperienza teorico-pratica di Azione Rivoluzionaria. E le critiche qui sollevate contro le posizioni che velocemente si andavano delineando all’interno di questa stessa organizzazione, in pochi mesi di attività e di riflessione analitica, furono formulate, nell’ordine del tempo, in maniera contestuale, mentre i ferri erano caldi, e non riposarono affatto né su pietismi nei riguardi dei compagni morti o prigionieri, né su illusioni riguardanti il fatto che “spariamo anche noi”, quindi anche noi “vinceremo”.

(19)

L. Carroll
Alice nel paese delle meraviglie
1980
pp. 32

Traduzione di un libretto in lingua inglese, in circolazione in Sicilia, portante il titolo: Alice in Wonderland e come indicazione di autore: Lewis Carroll, senza luogo e data. Una dettagliata analisi - o meglio, un vero e proprio programma - per un'organizzazione siciliana di lotta di liberazione nazionale. Riguardo la data, il contenuto e le ipotesi avanzate (riflettenti una implicita critica al mito terzomondista) lasciano supporre il 1976 come anno di redazione.

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