Domenica 3 aprile 2005, ore 15:30, sala Cavaliere, via Palazzo di Città 14, Torino

Il monopolio della violenza è, da sempre, il fondamento stesso dell'esistenza dello Stato. Oggi, l'ostentazione di questa violenza rispecchia la gravità delle contraddizioni sociali che lo Stato è chiamato a reprimere. Nel solco della "guerra infinita al terrorismo" la repressione affila le sue armi e il diritto si aggiorna. Così, l'emergenza diventa la norma e l'intera vita sociale un fronte interno che non ammette dissensi né smagliature.


Interventi:
- Presentazione, a cura del centro di documentazione "Porfido"
- Introduzione generale, a cura degli "Amici e familiari dei rivoluzionari prigionieri"
- Ricerca sull'evoluzione dei regolamenti carcerari, Maurizio Ferrari e/o Panetteria
- Guerra e repressione, Avv. Giuseppe Pelazza
- Repressione dei gruppi islamici e legislazione anti-terrorismo, Avv. Vainer Burani
- Repressione del movimento e reati associativi, Comitato promotore della Campagna contro i reati associativi in Italia

Mostra e banchetti di materiale informativo su repressione e carcere.



Sabato 2 aprile 2005 ore 15:00 - Torino, carcere delle Vallette, capolinea tram 3

PRESIDIO IN SOLIDARIETA' CON DAVID, ALESSIO E TUTTI I PRIGIONIERI

Oltre 50.000 detenuti saturano fino al sovraffollamento le carceri italiane. Un'umanità che si agita ai margini di questa lurida società, che si ribella , che non accetta le regole, che vuole qualcosa di più e non esita a prenderselo. Alcuni nostri compagni sono lì rinchiusi da oltre 7 mesi , servendo da monito per chiunque voglia alzare la testa, per chi protesta e sciopera, per chi lotta in qualunque modo contro gli interessi dei padroni, dei potenti, per chi attraversa mari e frontiere sognando un' altra possibilità di vita. Tutti nella medesima società-galera, loro chiusi a chiave, noi sempre più controllati. Ma la rabbia è un seme duro a morire, cresce, si diffonde e allarga le crepe di questo mondo. Solidarietà a David e Alessio, accusati di associazione sovversiva da indagini infondate.

LIBERI TUTTI

 
 

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