Irresponsabili!: così sono stati definiti i tranvieri torinesi dopo lo sciopero che lunedì ha scavalcato d'un balzo i racket sindacali, le minacce del prefetto e le ingiurie del sindaco.

Irresponsabili, perché non solo hanno dichiarato di voler gestire lo sciopero direttamente, ma perché sono riusciti a farlo davvero. I sindacati - veri garanti dell'ordine all'interno delle aziende - per una volta hanno dovuto restare a guardare. Abituati a parlare impunemente a nome di tutti, lunedì i sindacalisti hanno dimostrato di parlare in nome di nessuno: il loro impegno di fronte all'azienda e al prefetto di mantenere lo sciopero all'interno degli angusti limiti stabiliti dalla legge è sfumato grazie alla determinazione dei tranvieri in lotta.

Irresponsabili perché hanno obbligato il prefetto alla precettazione. E quando è la polizia a far ripartire i tram, tutto diventa più chiaro: nello scontro sociale ognuno ottiene quel che riesce a conquistare con la forza. Da una parte c'è la forza degli sfruttati che si organizzano autonomamente, dall'altra quella dello Stato, dei padroni e dei loro organi di propaganda. Le mille discussioni sul diritto di sciopero e sulle garanzie non sono altro che chiacchiere paralizzanti.

Irresponsabili, perché hanno risposto con i fatti alle ingiurie contro i tranvieri milanesi, accusati dopo lo sciopero selvaggio di due settimane fa di essere dei terroristi urbani. Nel lessico indecente della propaganda, terrorista è chi si oppone, anche flebilmente, allo sfruttamento e alla guerra e non chi terrorizza tutti con il ricatto della precarietà e della miseria, con lo spauracchio della criminalità e della guerra tra religioni e civiltà. Sono questi ultimi che si ingrassano seminando il terrore, bombardando interi paesi, ordinando le cariche della polizia, costruendo lager per chi fugge dalla miseria e dalla guerra senza i documenti giusti per farlo.

Irresponsabili, perché hanno bloccato la città impedendoci di andare a scuola o al lavoro, facendoci riscoprire che ogni giorno fuori dalle scuole o dai posti di lavoro è un giorno in più di libertà.

Irresponsabili, perché hanno riportato sulla scena il virus dello sciopero selvaggio e del blocco della città, virus che un giorno o l'altro dovrà pur contagiare anche gli altri sfruttati. Che ne sarà allora dei sonni tranquilli di padroni, politici e sindacalisti?

Irresponsabili, perché l'unica responsabilità consentita in questi tempi oscuri è quella della sottomissione a qualsiasi sopruso, è quella del silenzio di fronte ad una vita sempre più misera, precaria e spossessata: ci vorrebbero crumiri, negli scioperi e nella vita.

E noi? A tutti quelli che vorrebbero isolare i tranvieri irresponsabili; a tutti quelli che li dipingono come "nemici della povera gente che deve pur andare a lavorare"; a tutti quelli che, spaventati dalla riscoperta di vecchie e sagge forme di lotta, tentano di spingerci l'uno contro l'altro per scongiurare il diffondersi della consapevolezza che gli sfruttati hanno nemici e interessi comuni; a tutti quelli che vorrebbero impedire il dilagare di pratiche che sfuggono di mano ai sindacati, garanti storici dell'ordine e dello sfruttamento - rispondiamo che diventare irresponsabili come i tranvieri di Torino è veramente il minimo che si possa fare.

Solidarietà con i tranvieri in lotta!
Per lo sciopero selvaggio e generalizzato!
Bloccare la città dei padroni!

Appiedati solidali
c/o Centro di documentazione "Porfido". Via Tarino 12/C. 10124 Torino. Aperto tutti i sabati dalle 15,30 alle 19,30

 
 

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